Lewis sorpreso dalla prima fila a Sepang: ringraziamenti al team, equilibrio ritrovato e un avvertimento per la gara. Verstappen si può inseguire, ma gli pneumatici non devono chiedere il pensionamento dopo tre curve.
Lewis Hamilton si aspettava una Ferrari da quinta o sesta posizione. Si è ritrovato secondo nelle qualifiche del Gran Premio del Bahrain in Malesia, con una macchina finalmente più convincente e Max Verstappen davanti. A Sepang, insomma, il lavoro sull’assetto ha trovato la combinazione giusta: dopo tanti tentativi, la cassaforte si è aperta. Dentro c’era la prima fila.
«Sì, decisamente», ha risposto quando gli è stato chiesto se il risultato fosse una sorpresa. Hamilton ha spiegato che, durante il fine settimana, il potenziale sul giro sembrava collocare la Ferrari più indietro. Inoltre, vedendo Mercedes arrivare con un importante aggiornamento, si aspettava che la squadra tedesca potesse allungare ulteriormente il passo. Per questo, ritrovarsi accanto a Verstappen ha avuto un sapore particolarmente positivo. Anche Lewis, evidentemente, aveva preparato il navigatore per un parcheggio qualche fila più lontano.
Il merito, nelle sue parole, va soprattutto al lavoro collettivo. Meccanici e ingegneri hanno modificato ripetutamente la vettura nel corso delle prove, cercando un equilibrio complicato da raggiungere fra scivolamenti e pneumatici che si surriscaldavano. L’ultima modifica prima delle qualifiche ha permesso di trovare il punto giusto. Hamilton ha ringraziato il team e sottolineato anche la qualità dell’esecuzione: la buona notizia è che il risultato non è arrivato soltanto dal piede destro, ma da un box che ha finalmente accordato tutti gli strumenti senza far partire l’allarme antincendio.
In rettilineo il conto resta aperto
L’entusiasmo non ha cancellato l’analisi dei limiti. Secondo Hamilton, la Ferrari perde nei confronti della Red Bull circa tre o quattro decimi sui rettilinei. È una sua valutazione, e spiega perché il lavoro si sia concentrato sul recuperare il massimo nelle curve. Tradotto nel linguaggio del tifoso: se sul dritto qualcuno ti presenta il conto, devi cercare lo sconto dove la pista si piega.
Lewis ha insistito sulla sensibilità di queste vetture. Un piccolo intervento sull’ala anteriore, un millimetro di altezza da terra o una variazione minima della geometria delle ruote possono cambiare molto il comportamento della macchina. A questo si aggiungono i controlli a disposizione del pilota e la gestione dell’acceleratore. L’assetto, nel suo racconto, somiglia a un bersaglio che continua a muoversi: lo sistemi da una parte e lui ha già cambiato indirizzo.
Hamilton auspica che il lavoro continui e che una maggiore parità di potenza con gli avversari possa consentire battaglie ancora migliori in futuro. La prima fila è un segnale incoraggiante, ma non equivale a dichiarare risolti tutti i problemi. A Maranello possono sorridere: per stappare il reparto tecnico serve ancora qualche conferma.
Per la gara, niente promesse da televendita
Sul giorno successivo Hamilton ha mantenuto prudenza. È molto più soddisfatto della vettura, ma ha spiegato che la gara sarà una sfida diversa. A Sepang gli pneumatici si surriscaldano fin dall’inizio e ogni pattinamento, ogni perdita improvvisa di aderenza e persino il vento possono influire sulla loro durata. Le gomme, praticamente, entrano in pista con il curriculum già inviato a un’azienda di condizionatori.
Lewis ritiene di avere ora un buon equilibrio, ma riconosce che Verstappen è stato molto veloce nelle simulazioni di gara. Il suo obiettivo dichiarato è provare a restargli vicino. Nei long run della Ferrari, invece, il bilanciamento non era ancora ideale: la speranza è che le modifiche abbiano migliorato anche quel fronte. Nessuna vittoria annunciata, dunque: Hamilton ha parlato di lavoro, fiducia e inseguimento, senza allegare il modulo per la consegna anticipata del trofeo.
Ha inoltre avvertito che i lunghi rettilinei non rendono automaticamente semplici i sorpassi. Seguire un’altra monoposto è difficile quando il surriscaldamento resta una minaccia costante. Prima di attaccare bisognerà quindi riuscire a rimanere abbastanza vicini senza trasformare gli pneumatici nel piatto del giorno.
Infine, il ringraziamento al pubblico malese, di cui Hamilton ha apprezzato l’energia, definendolo il più numeroso che ricordi qui durante la sua carriera. Il caldo mette alla prova piloti, vetture e meccanici, ma l’accoglienza gli ha lasciato un’impressione forte. La prima fila ha acceso il sorriso; adesso la missione è tenere accesa la Ferrari senza mettere le gomme in modalità forno ventilato.
