Sepang, il Gran Premio del gommista: due soste sul menu, Ferrari con la dispensa diversa

Immagine di copertina realizzata con AI
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FATTI VERI. SERIETÀ NON GARANTITA. La notizia è vera. È il racconto che ha qualche bullone allentato.

A Sepang il piano gara assomiglia a una visita dal gommista con appuntamento ricorrente: entri, cambi quattro pneumatici, saluti e sai già che tornerai. Le strategie prospettate per i 56 giri del GP del Bahrain in Malesia ruotano soprattutto attorno alle due soste, con un’alternativa a tre. La sosta unica, nelle quattro proposte, non compare: evidentemente qualcuno ha già provato a chiedere lo sconto e non ha ricevuto risposta.

Le mescole a disposizione sono Hard C2, Medium C3 e Soft C4. Il tempo stimato perso per un passaggio ai box è di 22,5 secondi: ogni visita ha dunque un conto preciso. Fermarsi prima può offrire pneumatici più freschi, ma una sosta aggiuntiva deve essere ripagata in pista. Il cambio gomme gratuito resta una promozione disponibile soltanto nei sogni degli strateghi.

Due soste: il menu ha quattro portate, ma tre sono da due

La prima possibilità è partire con le Medium, passare alle Hard fra il giro 12 e il 18 e montare un altro treno di Hard fra il 32 e il 38. È la sequenza Medium–Hard–Hard: una partenza senza puntare sulla mescola più morbida e due stint successivi sulla più dura. Una strategia con le scarpe comode, che comunque non garantiscono di arrivare senza vesciche.

L’altra proposta con due treni di Hard comincia invece sulle Soft: prima sosta fra il giro 10 e il 16, seconda fra il 32 e il 38. La sequenza Soft–Hard–Hard cerca quindi di sfruttare la mescola morbida all’inizio, prima di affidarsi alle dure. Si parte con l’abito della festa e si prosegue in tuta da lavoro.

C’è poi la variante Medium–Hard–Soft, con soste fra i giri 11 e 17 e fra il 34 e il 40. Qui le Soft vengono conservate per l’ultimo tratto, quando la vettura è più leggera. Il dolce arriva alla fine, purché nel frattempo la gara non abbia rovesciato il tavolo.

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Soste
Sequenza gomme
Prima sosta
Seconda sosta
Terza sosta
2
🟡 Medium → ⚪ Hard → ⚪ Hard
Giri 12–18
Giri 32–38
—
2
🔴 Soft → ⚪ Hard → ⚪ Hard
Giri 10–16
Giri 32–38
—
3
🔴 Soft → ⚪ Hard → ⚪ Hard → 🟡 Medium
Giri 7–13
Giri 24–30
Giri 41–47
2
🟡 Medium → ⚪ Hard → 🔴 Soft
Giri 11–17
Giri 34–40
—

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Le finestre sono indicazioni strategiche, non prenotazioni con penale per chi arriva tardi. Il momento effettivo del cambio dipenderà dall’andamento della gara: il foglio di calcolo prepara il piano, la pista si riserva il diritto di scarabocchiarlo.

Tre soste: raccolta punti fedeltà ai box

L’alternativa a tre soste prevede Soft–Hard–Hard–Medium. Il primo cambio è collocato fra il giro 7 e il 13, il secondo fra il 24 e il 30 e l’ultimo fra il 41 e il 47. Il tratto iniziale sulle Soft è quindi più corto rispetto alla proposta a due soste con la stessa gomma di partenza: il programma prevede più visite e stint distribuiti diversamente.

Con una perdita stimata di 22,5 secondi per passaggio, quella visita supplementare deve trovare una giustificazione nel rendimento degli pneumatici. I meccanici possono anche essere contenti di rivederti, ma il cronometro non timbra la tessera fedeltà.

Alla partenza, quei metri che fanno gola

La grafica sul grip iniziale prende la Soft C4 come riferimento e indica un divario di 2,19 metri per la Medium C3 e di 3,24 metri per la Hard C2 nel confronto relativo al raggiungimento dei 150 km/h. È una stima del vantaggio iniziale della mescola più morbida: pochi metri che, nello spazio affollato della partenza, possono fare gola più di un buffet dopo tre ore di briefing.

Non significa però che chi parte sulle Soft guadagnerà automaticamente una posizione. La mescola è un ingrediente della partenza, non un telecomando per spostare gli avversari. E l’eventuale beneficio iniziale va confrontato con ciò che quella scelta comporta per il primo stint.

Ferrari: Hamilton e Leclerc non hanno lo stesso carrello

La disponibilità dei treni rende il quadro particolarmente interessante in Ferrari. Hamilton ha due set nuovi di Hard, una Medium usata e, per le Soft, un set nuovo e due usati. Leclerc dispone invece di una sola Hard nuova, una Medium usata e due Soft nuove più due usate. Stesso box, scaffali diversi: prima di ordinare la strategia bisogna controllare cosa c’è davvero in dispensa.

Per Hamilton, la presenza di due Hard nuove permette di costruire una sequenza con due stint sulle dure usando entrambi quei treni. Leclerc non ha la stessa disponibilità: dispone di un solo set di Hard e non può replicare quel percorso utilizzando due treni distinti della mescola bianca. Le sue due Soft nuove rendono invece la mescola rossa un elemento da considerare con attenzione. È una differenza di inventario, non l’annuncio della strategia scelta.

Anche Verstappen ha una sola Hard nuova, insieme a una Medium nuova, una Soft nuova e tre Soft usate. Hadjar dispone invece di due Hard nuove, una Medium nuova e tre Soft usate. Le due Red Bull hanno dunque una dotazione diversa: nemmeno nello stesso garage il menu è necessariamente identico.

Antonelli, Russell, Norris e Piastri hanno ciascuno due Hard nuove, una Medium nuova e tre Soft usate, senza Soft nuove. Possono quindi contare sulla combinazione di treni nuovi richiesta dalla sequenza Medium–Hard–Hard. Questo non obbliga a sceglierla: avere gli ingredienti per la pasta al forno non impedisce di ordinare una pizza.

Il punto è proprio questo: le quattro strategie descrivono possibilità, mentre la disponibilità dei set stabilisce con quali pneumatici ogni pilota può realizzarle. Prima ancora di discutere chi attaccherà e chi aspetterà, bisogna contare le gomme. A Sepang il piano A può essere raffinatissimo: se richiede un treno che non hai, resta soltanto una bella ricetta appesa al frigorifero.