Haas, doppio ritiro a Zandvoort: due motori salutano, il pit stop più veloce dell’anno resta solo ad applaudire

Immagine di copertina realizzata con AI
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FATTI VERI. SERIETÀ NON GARANTITA. La notizia è vera. È il racconto che ha qualche bullone allentato.

Bearman si ferma durante il giro di formazione, Ocon resiste fino al 55° passaggio. Komatsu trova comunque il lato positivo: «Ottimi pit stop». Peccato mancassero poi le macchine.

La Haas ha concluso il Gran Premio d’Olanda con un risultato perfettamente simmetrico: due vetture partite, due vetture ritirate e nessuna fastidiosa monoposto da riportare al traguardo.

Un’efficienza logistica quasi commovente.

La domenica di Zandvoort era cominciata con Esteban Ocon dalla quindicesima posizione e Ollie Bearman dalla ventesima, una situazione che lasciava aperte numerose possibilità: una rimonta, una strategia alternativa oppure una tranquilla escursione domenicale tra le dune.

Alla fine ha vinto una quarta opzione: il ritorno anticipato ai box.

Bearman, una gara talmente breve da sembrare un trailer

Bearman era riuscito a partire bene, recuperando quattro posizioni nel primo giro. Poi l’incidente di Max Verstappen ha provocato la bandiera rossa e concesso a tutti una lunga pausa di riflessione.

Alla ripartenza, però, la VF-26 del britannico ha deciso che il Gran Premio era già stato sufficientemente emozionante. Durante il giro di formazione il motore si è spento completamente, trasformando Bearman nel primo pilota della storia recente a essere eliminato da una gara che non era ancora ripartita.

«Ho sentito uno spegnimento totale», ha spiegato Ollie.

Una descrizione tecnica estremamente precisa, traducibile dal linguaggio dei piloti con: “Ho premuto, ma la macchina aveva già timbrato il cartellino”.

Bearman ha definito quello olandese «un weekend davvero orribile», affidando tutte le speranze agli aggiornamenti previsti per il prossimo appuntamento. In Haas sperano che tra le novità ci sia anche un componente rivoluzionario chiamato “motore che rimane acceso”.

Ocon protegge il record fino al giro 55

Esteban Ocon, invece, è riuscito almeno a partecipare alla gara vera.

Partito quindicesimo, aveva guadagnato due posizioni prima della bandiera rossa ed era poi risalito fino alla dodicesima piazza dopo la penalità inflitta ad Arvid Lindblad. La Haas gli ha costruito una strategia basata su due soste e molte gomme dure, probabilmente nella speranza che la resistenza dello pneumatico potesse trasferirsi per osmosi anche alla power unit.

Non ha funzionato.

Al 55° giro la sua VF-26 si è fermata a bordo pista per un problema apparentemente legato al motore. È terminato così il record del 100% di gare concluse da Ocon nel 2026: una statistica sopravvissuta a dodici Gran Premi, diverse battaglie nel gruppo e cinquantacinque giri a Zandvoort, prima di essere arrestata dalla meccanica.

Il francese non ne ha fatto un dramma:

«Non avrebbe cambiato il mondo, perché non eravamo comunque in zona punti».

Una dichiarazione di rara sincerità. In pratica: il ristorante ha preso fuoco, ma tanto il menù non prometteva benissimo.

Komatsu: «Il pit stop è stato velocissimo»

Ayao Komatsu ha definito il doppio ritiro «molto deludente» e ha confermato che la squadra dovrà indagare sulle due presunte avarie alla power unit.

Il team principal ha però individuato un aspetto positivo: i pit stop sono stati molto buoni e quello effettuato sulla vettura di Ocon è stato addirittura il più rapido della stagione per la Haas.

Una prestazione eccezionale dei meccanici, che hanno cambiato quattro gomme in pochissimo tempo per permettere alla macchina di raggiungere il guasto con diversi secondi d’anticipo.

È il genere di soddisfazione che assomiglia al vantarsi di aver preso l’ascensore più veloce del palazzo mentre l’edificio viene evacuato.

Gli aggiornamenti stanno arrivando. Anche perché servono

Sia Ocon sia Bearman hanno sottolineato l’importanza del nuovo pacchetto tecnico previsto per il prossimo Gran Premio. La Haas occupa attualmente il settimo posto nel Mondiale Costruttori con 21 punti e ha bisogno di ritrovare competitività, affidabilità e possibilmente due monoposto contemporaneamente funzionanti.

Komatsu ritiene che la squadra abbia estratto tutto quello che poteva dalla vettura prima dei guasti. Una frase che può essere interpretata in due modi: grande lavoro del team oppure confessione preoccupante sulle reali possibilità della VF-26.

Davanti, intanto, Lando Norris ha conquistato la seconda vittoria consecutiva precedendo Kimi Antonelli e George Russell.

La Haas, invece, lascia Zandvoort con zero punti, due ritiri e il pit stop più veloce della propria stagione.

Non sarà cambiato il mondo, come ha osservato Ocon. Ma almeno quattro gomme sono state cambiate davvero bene.