Kimi chiude secondo le FP1 e porta la Mercedes davanti a tutti nelle FP2. La squadra promuove il venerdì, ma avverte: il Madring divora gli pneumatici con l’entusiasmo di un bambino davanti alle patatine.
Kimi Antonelli ha impiegato appena due sessioni per capire il nuovo Madring. Prima ha osservato i 22 tornanti, i muri vicini e le curve veloci; poi ha tirato fuori il righello, ha sistemato il compasso sul volante e ha firmato il miglior tempo delle FP2 in 1:33.662.
Il venerdì del pilota italiano era già iniziato con il secondo posto nelle FP1, ottenuto in 1:34.363. Nel pomeriggio Kimi ha completato 24 giri e, al secondo tentativo con le gomme Soft, è salito davanti a tutti. Praticamente ha trascorso la mattina a studiare la piantina e il pomeriggio a spiegare al circuito dove avrebbe dovuto passare.
Muri vicini, precisione obbligatoria
Antonelli ha definito il Madring una pista molto bella, ma anche particolarmente impegnativa per i piloti. Le curve ad alta velocità e le barriere ravvicinate richiedono traiettorie estremamente precise, mentre diversi punti obbligano a frenare e sterzare contemporaneamente.
Un esercizio semplice: basta controllare la monoposto, evitare il bloccaggio, non salutare il muro con l’ala anteriore e ricordarsi anche di respirare.
Kimi ha spiegato che proprio questa difficoltà rende il circuito divertente:
«È una sfida davvero interessante e mi sto divertendo molto».
Il pilota Mercedes ha però tenuto i piedi ben piantati sull’asfalto nuovo. Il primo posto del venerdì è incoraggiante, ma il lavoro non è concluso: la gestione degli pneumatici potrebbe diventare uno dei temi principali della gara e i sorpassi, secondo Antonelli, non saranno affatto semplici.
Per questo la preparazione sul giro secco sarà particolarmente importante. Traduzione dal linguaggio dei piloti: partire davanti potrebbe essere più comodo che trascorrere 57 giri a fissare l’ala posteriore di chi precede, aspettando che Madrid costruisca improvvisamente una corsia supplementare.
Mercedes soddisfatta, pneumatici un po’ meno
Anche Andrew Shovlin, responsabile dell’ingegneria di pista Mercedes, ha giudicato positivamente il lavoro svolto dalla squadra. Su un circuito completamente nuovo, la preparazione effettuata prima del weekend ha permesso di iniziare con una base solida e di migliorare progressivamente.
La difficoltà principale è stata portare gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento. Una volta raggiunta la temperatura ideale, però, il livello di aderenza si è rivelato superiore alle aspettative e Antonelli ha potuto costruire il giro che lo ha portato in testa alle FP2.
Il problema è che il grip del Madring continua a cambiare man mano che la pista si gomma. Gli ingegneri devono quindi inseguire l’assetto ideale mentre questo si sposta continuamente, come il telecomando quando in casa qualcuno dice di averlo lasciato «sicuramente sul tavolo».
Shovlin ha inoltre evidenziato un consumo significativo delle gomme anteriori. Il long run è stato accorciato dalla bandiera rossa, ma i dati raccolti sono stati sufficienti per indicare che domenica la gestione potrebbe diventare complicata.
Un venerdì promettente, ma non basta
Secondo Mercedes, i valori al vertice sono ancora molto ravvicinati. La squadra considera il venerdì promettente, ma ritiene necessario trovare ulteriore prestazione per lottare per la prima fila.
Antonelli e gli ingegneri lavoreranno quindi durante la notte sia sulla velocità in qualifica sia sull’equilibrio necessario per proteggere gli pneumatici in gara.
Kimi ha già tracciato la linea col righello. Adesso Mercedes deve soltanto assicurarsi che domenica le gomme non decidano di cancellarla con la gomma da matita.
